L'Unione

UTI è acronimo di Unione Territoriale Intercomunale, una realtà amministrativa nata nel 2016 dalla Legge Regionale n. 26/2014, che prevede il ridisegno del sistema delle Autonomie Locali del Friuli Venezia Giulia basato fino a questo momento sulla presenza di Regione, Province e Comuni. Con la Legge Regionale n.26 si superano le Province e, dove presenti, le Comunità Montane, e si riuniscono più Comuni in Unioni Territoriali Intercomunali.     


Le Unioni Territoriali Intercomunali sono realtà amministrative che godono di autonomia statuaria e regolamentare e si dotano di un sistema di governo affidato ad una Assemblea dei Sindaci composta da tutti i Sindaci dei Comuni aderenti all'Unione e da un Presidente eletto tra i componenti dell'Assemblea. Inoltre, viene costituito l'Ufficio di Presidenza, che corrisponde all'organo esecutivo dell'Unione, composto dal Presidente e da un massimo di 7 membri.


L'Unione Territoriale Intercomunale della Carnia avvia le sue prime attività il 1 luglio 2016, subentrando alla Comunità Montana della Carnia. L'Unione si estende per 1083 km quadrati e include 24 Comuni: Amaro, Arta Terme, Cavazzo Carnico, Comeglians, Enemonzo, Forni Avoltri, Forni di Sopra, Lauco, Ovaro, Paluzza, Paularo, Prato Carnico, Preone, Ravascletto, Raveo, Rigolato, Sappada, Sauris, Socchieve, Sutrio, Tolmezzo, Treppo Ligosullo, Verzegnis e Villa Santina.


L'Unione della Carnia confina con le seguenti Unioni: a est con l'Unione Canal del Ferro e Valcanale e l'Unione del Gemonese, a sud con l'Unione delle Valli e delle Dolomiti Friulane. Il Comune capofila dell'Unione della Carnia è Tolmezzo, dove si trova la sua sede legale. L'intero territorio dell'Unione è classificato come "montano" dalla Legge Regionale 12/2003.


L'Unione della Carnia ha un doppio ruolo: da una parte si occupa dello sviluppo del territorio, dall'altra della gestione dei servizi e delle funzioni erogate in forma associata ai Comuni, come previsto dalla L.R. 26/2014.

 
L'Unione della Carnia persegue i seguenti obiettivi:


•    la valorizzazione della zona montana, la tutela e la salvaguardia dell'ambiente e il razionale assetto del territorio;
•    lo sviluppo sostenibile territoriale, economico e sociale dell'intero comprensorio;
•    la tutela e la valorizzazione delle specifiche identità storiche, culturali, linguistiche, delle tradizioni e degli usi delle popolazioni residenti;
•    l'esercizio coordinato di funzioni e servizi comunali, sovracomunali e di area vasta;
•    l'innalzamento della qualità e della parità di accesso alle prestazioni e ai servizi erogati a livello comprensoriale;
•    la razionalizzazione e il contenimento della spesa;
•    la realizzazione e il mantenimento di un'adeguata rete infrastrutturale.